ODIANDO DIO IN SEGRETO

Category: Miceal Ledwith, Newsletter,

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C’è una persona, separata da tutte le altre, che occupa la posizione più altolocata di autorità e di rispetto, il quale ha progettato l’uccisione di migliaia di bambini innocenti, incluso il dilaniamento di quaranta di essi da parte di orsi, il quale ha sostenuto il genocidio e la tratta degli schiavi, è stato implicato nello stupro di vergini e di mogli, ha incoraggiato la pederastia e che, tra molte altre atrocità, ha sostenuto le percosse perpetrate dai mariti verso la propria moglie, la mutilazione di arti e il sacrificio umano.


Se qualcuno oggi fosse accusato anche di uno solo di questi crimini sarebbe considerato un criminale della peggiore specie.


A tutt’ oggi questo tipo di descrizione fa parte integrante dell’immagine ufficiale del Dio delle tre grandi religioni occidentali: Giudaismo, Cristianesimo e Islamismo.

Questo non è un attacco diretto a queste religioni, e certamente non un attacco a Dio. E’ in realtà un attacco a coloro che vorrebbero sminuire Dio. Io sto solo mettendo in evidenza il fatto che queste e molte altre descrizioni sono ufficialmente e spudoratamente esposte, perfino oggi, dalle grandi religioni occidentali come parte della ispirata parola scritta di Dio contenuta, per esempio, in ciò che i cristiani chiamano il Vecchio Testamento. Allora a ragione verrebbe da chiedere cosa c’entrino tali immagini con il tipo di Dio completamente e profondamente diverso predicato da Gesù?



1 In un breve articolo come questo non c’è abbastanza spazio per citare nemmeno formalmente alcuni dei riferimenti. Ecco quindi una breve lista che potete consultare da soli:
Il Libro di Deuteronomio, capitolo 2, 3, 7, e 13.
Il Libro di Giosuè, capitolo 5, 6, 8, 10.
Il Primo Libro di Samuele, capitolo15 and 18.
Il Libro di Gioele, capitolo 3.
Il Libro di Giudici, capitolo 18 and 19.
Il Libro di Numeri, capitolo 31.

Tradizionalmente gli studiosi biblici sono sempre stati pronti ad ammettere che il Dio del Vecchio Testamento era un Dio geloso e hanno sempre cercato di far ingoiare il rospo senza farlo pesare troppo, ma messi di fronte a fatti piuttosto dubbiosi come questi, a cui ho appena fatto riferimento, si rendono conto di trovarsi in una situazione alquanto scomoda e sanno che il cercare di far passare tali atrocità rasenterebbe l’assurdo.


La fisica quantistica ha ora 107 anni di età. Nell’ultimo mezzo secolo ha prodotto un’ondata di informazioni che si è diffusa in tutto il mondo, riguardo il creare il tipo di realtà di cui desideriamo fare esperienza. Da questo punto di vista è ovvio che ci dobbiamo chiedere se le credenze fondamentali che accettiamo servano a darci più potere oppure a renderci dipendenti e impauriti. E’ chiaro ciò che fanno queste immagini del Vecchio Testamento nel contesto del mondo quantico.


La gente ancora si aggrappa caparbiamente a quelle credenze riguardo Dio, anche se molti cominciano ad essere consapevoli dell’impatto negativo che devono avere sull’evoluzione spirituale. Il fanatismo, la dipendenza e la paura generata da tali idee di Dio deve provenire da qualcosa che è straordinariamente profonda nella psiche umana. Non può essere interamente dovuta al fatto che molta gente non vuole prendersi la responsabilità di creare la propria realtà, ma preferisce immaginare che il Grande Genitore che è in cielo si prenda cura di loro, sostituendosi ai genitori umani che avevano quando erano bambini.


Se ciò a cui si riferiva Gesù come “il Regno dei Cieli” esiste veramente in noi, allora non c’è nulla al di fuori di noi che potrebbe offrire una cura e una protezione più grande delle capacità che tutti noi abbiamo dentro di noi. Sfortunatamente esse sono diventate dormienti e ridotte a causa della mancanza d’uso, e  sembra che per resuscitarle sia necessario andare controcorrente a ciò che consideriamo spiritualità. L’intensità di questa spinta a rimanere aggrappati, a qualunque costo, ad Esseri Supremi esterni, spaventevoli e di qualsiasi modello umano, l’ho descritta in uno dei miei articoli precedenti come nient’altro che “Una Sete di Dei”.


Queste immagini hanno contribuito a far sì che molti cessassero di credere in un Essere Supremo, perchè essi non si rendono conto che sono soltanto delle immagini di seconda mano di un Dio di seconda mano che ha molto poco a che vedere con ” l’articolo genuino”. A questo punto si butta via il bambino con l’acqua sporca e si perde la realtà del divino dentro di noi. Un nuovo asservimento sostituisce il vecchio, senza alcuna evoluzione del pensiero.


Se accettiamo il fatto che l’immagine ufficiale di Dio, come descritta nelle maggiori religioni occidentali, include le atrocità che io ho elencato, dovremmo certamente prenderci una pausa di riflessione, a meno che, così come fanno in tanti, escludiamo intenzionalmente la considerazione di tali cose dalla nostra mente poichè, se le contemplassimo, ne avremmo paura.


Se le cose stanno così, e crediamo veramente che Dio abbia tali atrocità nel suo curriculum vitae, e crediamo inoltre che un tale essere ci abbia ordinato di amarlo e di servirlo sotto la minaccia del fuoco eterno, se non lo facciamo, allora certamente abbiamo una grande angoscia  sepolta nelle profondità della nostra mente subconscia, L’esaltazione con cui così tanti predicatori si lasciano andare nell’inculcare una mentalità di “paura verso Dio”, come la soluzione a tutti i problemi della giornata, deve molto a questa agitazione interiore.


Il risultato finale è che noi sappiamo in cuor nostro da queste descrizioni che il tipo d’essere che ci è stato ordinato di amare è in realtà odioso. Siccome egli detiene tutte le carte, la cosa migliore da fare è di cercare di fare del proprio meglio e apprestarsi a compiere l’impossibile compito di amare incondizionatamente un essere profondamente spregevole. La paura del Signore non è l’inizio della saggezza, bensì l’inizio del disastro spirituale.


E’ in diretto contrasto con l’obbiettivo del viaggio di questa vita, che è probabilmente meglio descritto come maestria. Cercando di amare un Dio detestabile non conferisce una maestria ma determina una perdita di potere, poichè genera una schizofrenia spirituale in cui due aspetti del sè si combattono l’un l’altro.

Qualsiasi cosa possa significare la maestria, deve iniziare con l’avere completa abilità e capacità in qualcosa. Non c’è spazio per la lotta o la difficoltà o lo sforzo eroico o il cercare di controllare. Una tale manipolazione è istintiva in noi ma è proprio l’antitesi della maestria. Se siamo minacciati o intimiditi da qualcosa, l’ultima cosa da fare è quella di giudicarla negativamente oppure di cercare di liberarcene, poiché un tale sforzo la terrebbe ancora più saldamente in vita. Ci vuole una grande abilità nell’opporci a ciò che desideriamo rimuovere dalla nostra esperienza, altrimenti generiamo soltanto di più di ciò che vogliamo rimuovere, a causa della nostra mancanza di abilità nell’affrontare le realtà del mondo quantico. La maestria è lontana dall’essere passività, ma è certamente uno stato di serenità. Alla luce di questa conoscenza, l’ultima cosa che vogliamo avere nella nostra orbita, mentre ci prepariamo a intraprendere un vero viaggio di realizzazione spirituale, è segretamente odiare un Dio onnipotente e vendicativo.